Food, packaging, elettrodomestici, cucine: un dialogo mancato.

Avatar photo Marilde Motta28 Ottobre 2022

Pur essendo settori strettamente connessi sta di fatto che industria del mobile da cucina, industria degli elettrodomestici, industria agroalimentare e industria del packaging non si sono mai ritrovati a discutere insieme tematiche che potrebbero tornare di grande vantaggio per tutti quando si riuscisse a concertare delle soluzioni condivise.

Abbiamo un dialogo a due a due, ossia industria del mobile da cucina e industria degli elettrodomestici si confrontano poiché questi ultimi sono sempre più frequentemente built-in (da incasso) e quindi è indispensabile una co-evoluzione progettuale.

Industria agroalimentare e industria del packaging hanno la necessità di scambi sempre più approfonditi e talvolta li realizzano con il tramite delle università e dei loro centri di ricerca.

Tuttavia le quattro industrie avrebbero più che mai bisogno di avvicinarsi e programmare colloqui costruttivi. Suggerisco, per esempio, questi argomenti che terranno banco per lungo tempo e su cui una convergenza di progetti è ormai indispensabile:

-povertà energetica,

ossia crescente difficoltà delle famiglie nell’acquisto di beni e servizi energetici (elettricità e gas) per far fronte al funzionamento di elettrodomestici, riscaldamento, raffreddamento della casa.

Problema particolarmente acuto ora, ma che non migliorerà di molto nel breve/medio periodo.

Così saranno necessari elettrodomestici e strumenti non solo a basso consumo, ma anche efficienti nella cottura, refrigerazione, conservazione. Questi aspetti si potrebbero combinare con cibi elaborati per essere velocemente pronti senza perdere qualità organolettiche, nutrizionali, persino estetiche.

Cibi forniti in packaging che consentano lo stoccaggio e la conservazione più a lungo (per esempio a temperatura ambiente, o a temperatura frigo senza ricorrere all’energivora surgelazione). Come si evolverà il convenience food se le quattro industrie decidessero di lanciare progetti congiunti?

 

-il 30% delle famiglie non ha ancora la connessione a Internet  

(tanto meno a internet veloce, attualmente la banda larga copre solo il 50% del territorio nazionale) per cui difficile immaginare grandi progressi nello IOT, smart home, elettrodomestici connessi che comunque sono già presenti nelle case, sebbene si tratti ancora di un’avanguardia poco numerosa di cittadini che ha potuto adottarli.

Anche per questa parte più avanzata degli elettrodomestici che relazione si può trovare con la formulazione degli alimenti e il packaging, la conservazione e la preparazione?

 

-il segmento degli elettrodomestici “eat-at-home” è cresciuto esponenzialmente durante la pandemia

(2019-2022) con un boom di abbattitori, robot multifunzione, impastatrici, affettatrici, gelatiere, mixer e altri strumenti di cottura molto particolari come la piastra per cialde. C’è un ritorno al “mettere le mani in pasta” e a giocare a fare lo chef che convive con la necessità di avere prodotti semilavorati, o già pronti e capaci quindi di abbreviare le preparazioni e risparmiare tempo.

A fronte degli elettrodomestici di ultima generazione, va comunque ricordato che sono presenti nelle cucine degli italiani frigoriferi molto vecchi e ormai poco performanti. Il ricambio degli elettrodomestici è molto lento, in particolare per quelli ad incasso che spesso implicano altre spese di adattamento.

-la dimensione delle case indica una media nazionale di circa 100 mq,

che comunque va considerata come poco rappresentativa della realtà effettiva, infatti bisogna tenere presenti le varie tipologie abitative che divergono molto nelle 20 Regioni e in funzione della dimensione dei centri urbani (per esempio le villette unifamiliari sono in crescita nei centri abitati medio/piccoli). La dimensione della casa influisce sulla cucina che, in particolare negli appartamenti in città medio/grandi, diventa sempre più inclusa nel living e non più un locale separato. Il 76,6% degli italiani vive in case di proprietà che cura con ristrutturazioni e allestimenti per poter beneficiare più razionalmente dello spazio a cui la pandemia ha aggiunto una nuova funzione, quella di working station per il lavoro da remoto. Una situazione che da transitoria sembra diventare permanente. Se il locale cucina tende a scomparire come spazio specifico, il living diventa multifunzionale incorporando cucina, spazio conviviale, area lavoro. Si attuano quindi diverse dinamiche non solo in funzione dei pasti e della famiglia, ma c’è una presenza fisica, o virtuale di altri soggetti.

-la struttura della famiglia

è l’aspetto più vincolante quando si vuole considerare congiuntamente food, packaging, mobili da cucina ed elettrodomestici. L’Italia sta diventando il Paese dei single, degli anziani e della ridottissima natalità.
Su una popolazione di 59.641.488 di individui, nel 2019 si contavano 25.851.122 di famiglie di cui:

 

-ben 9.080.000 con un solo componente
-le coppie senza figli sono 5.300.000
-le coppie con un figlio sono 6.100.000
-quelle con due figli sono 4.400.000
-una rarità quelle con più di tre figli, circa 1.000.000.

Oltre al sempre più ridotto numero di componenti e a famiglie più anziane (si consideri che quelle over 65 con uno o due componenti sono circa 6.000.000) vanno attentamente valutate alcune dinamiche che si sono instaurate:

-il crescente numero di pasti consumati fuori casa sia da parte degli adulti

che lavorano sia da parte dei figli (ricorso alle mense scolastiche, dall’asilo all’università)

-la disaggregazione dei pasti e degli orari rituali

(colazione, pranzo, cena), ossia salvo il pasto serale che vede ancora riunita la famiglia, soprattutto quella con figli, le altre tipologie di pasti vengono sostituite con spuntini (talvolta consumati on-the-go) e altre soluzioni veloci. Persino il pranzo della domenica ha perso rilevanza

-poco tempo dedicato alla preparazione di vivande

compensato dalla visione assidua di programmi televisivi dedicati alla cucina, una vera dicotomia. Si è instaurato una sorta di interesse virtuale per il cucinare che è speculare con la crescita esponenziale di acquisti di nuovi elettrodomestici di cui però non è possibile verificare se vengono effettivamente usati, o se rappresentano una dotazione da mettere in mostra. È probabile che anche la casa sia stata oggetto di “revenge shopping” post lock-down come è successo per altri settori che hanno conosciuto il fenomeno (di breve durata) degli acquisti frenetici, ma poi non pienamente utilizzati

-c’è stata una progressiva accettazione del convenience food, del take away, dell’ordinato online

messi sullo stesso piano del cibo preparato in casa, ossia è stato definitivamente spazzato via il mito del cibo/nutrimento preparato dalla “nutrice”

-la presenza di oltre 6.000.000 di cittadini stranieri

(molti di più se si considerano quelli di seconda generazione presenti in Italia) ha dato luogo all’interesse per l’etnico e le case si sono dotate di strumenti di cottura funzionali a queste preparazioni, ma anche la grande distribuzione ha dato spazio a referenze di cucine asiatiche e africane

-una maggiore attenzione agli sprechi,

complice anche il momento economico difficile, riorienta gli acquisti che divengono più proporzionati all’effettivo consumo (ma non sempre il packaging provvede con dimensionamento adeguato e soluzioni che consentano l’accesso progressivo al prodotto, conservando quanto non utilizzato)

-la lettura delle etichette,

l’uso del qr-code per accedere ad ulteriori informazioni rappresentano un nuovo comportamento che mostra consapevolezza, ma anche preoccupazione per l’alimentazione e la salute.

-la separazione del packaging,

in funzione del conferimento e smaltimento crea problemi di spazio in casa. All’obbligo di gestione appropriata dei rifiuti non corrispondono ancora soluzioni che ne facilitino l’esecuzione.

Questi sono solo alcuni punti di intersezione fra industrie del mobile da cucina, elettrodomestici, packaging e alimenti, ma molti altri aspetti andrebbero congiuntamente esplorati.

Le soluzioni veramente utili e sostenibili sono quelle che provengono da una visione complessiva e lungimirante quando settori, che presentano punti di contatto, li mettono realmente in congiunzione.

 

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Marilde Motta