Karcadé da succedaneo a protagonista

Marilde Motta26 Giugno 2022

Negli anni ’30, il karkadé proveniente soprattutto dall’Eritrea era stato adottato in Italia come infuso sostitutivo del tè per far fronte alle sanzioni internazionali, che avevano colpito il Paese a seguito dell’avventura coloniale intrapresa contro l’Etiopia. Per almeno due decenni, il karcadè ricavato dai fiori dell’hibiscus con il suo caratteristico colore rosso e il sapore aspro ha riempito tazze destinate al rito del tè.

Poi è scomparso del tutto per riapparire solo da pochi anni nelle erboristerie e in pochi punti vendita della gdo.

Un lungo quanto immeritato esilio giacché il karkadè ha virtù salutari sebbene da considerare con cautela (come per moltissimi prodotti di erboristeria l’azione in combinazione con farmaci va sempre attentamente valutata dal medito curante). Il karcadé ha un alto contenuto di vitamina A e C, ricco in ferro, calcio e magnesio, soprattutto ha un sapore leggermente acidulo che lo rendono la bevanda ideale per l’estate, da assumere fredda per scacciare la sete.

La pianta è estesamente coltivata in Asia e in Africa dove molte piantagioni sono già certificate da coltivazione bio.

Ecco alcune proposte.

 

Marilde Motta