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Nestlé, più caffè e meno emissioni

Nuove varietà di piante di caffè a basse emissioni di carbonio e resistenti alla siccità. Il tutto senza ricorrere a interventi di modificazione genetica (ogm), bensì avvalendosi della naturale biodiversità delle piante e dei loro incroci. Il Centro di Ricerca Nestlé per le scienze vegetali con sede a Tours (Francia) ha sviluppato nuove varietà di Robusta, una delle quali ha già superato la fase sperimentale e viene attualmente coltivata in America Centrale: garantisce un aumento della resa fino al 50% per ciascun albero. Tale circostanza permette una maggior produzione di caffè a parità di superficie agricola, fertilizzanti ed energia impiegati, con una diminuzione fino al 30% dell’impronta di biossido di carbonio equivalente (Co2e, usato per misurare l’impatto dei gas serra sul riscaldamento globale rispetto alla stessa quantità di anidride carbonica) dei chicchi di caffè verde.
Oltre a favorire l’impegno preso da Nestlé di raggiungere 0 emissioni nette entro il 2050, la nuova generazione di piante da caffè dischiude nuove prospettive economiche agli stessi agricoltori, che vedono concretizzarsi la possibilità di coltivare più caffè a parità di superficie.
Le varietà sviluppate dagli scienziati giungono a loro attraverso i programmi di approvvigionamento sostenibile di Nestlé, dopo essere state testate in America Latina, Africa e Asia. Contemporaneamente, Nestlé sta mettendo a punto nuove varianti ad alta resa di Arabica, capaci di resistere meglio alla “ruggine del caffè”, parassita tristemente noto alle piantagioni americane. È inoltre allo studio presso la multinazionale svizzera una varietà di pianta del caffè resistente alla siccità, in grado di rendere fino al 50% in più in condizioni di stress idrico moderato o anche grave. La buona riuscita di questa sperimentazione avrebbe conseguenze rilevanti nelle aree coinvolte dal cambiamento climatico.

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