La Barbar Blonde è prodotta dalla Brasserie Lefebvre, un birrificio fondato nel 1876 da Jules Joseph Lefebvre a Quenast, nella regione vallona del Belgio. La storia di questa azienda familiare attraversa sei generazioni ed è intimamente legata alle vicende storiche del Belgio: durante la Prima Guerra Mondiale il birrificio venne smantellato dai tedeschi per recuperare metalli destinati alla produzione bellica, e la produzione riprese solo nel 1921. Anche il secondo conflitto mondiale impose restrizioni significative, limitando la produzione alle sole birre a basso grado alcolico.
La svolta contemporanea avviene nel 1989 con il lancio della Blanche de Bruxelles, seguita negli anni successivi dall’introduzione della gamma Barbar, che diventerà uno dei prodotti di punta del birrificio. Dal 1983 la Brasserie Lefebvre detiene anche la licenza per la produzione delle birre dell’Abbazia di Floreffe, consolidando la propria posizione nel panorama della birrificazione monastica belga. Oggi il birrificio rimane un’azienda a conduzione familiare con circa quaranta dipendenti, esportando il 75% della produzione in oltre cinquanta paesi.
La Barbar trae ispirazione dalle antiche “cervoise“, birre note come “Riposo del Guerriero“. Recentemente, il birrificio ha compiuto una scelta significativa per la sostenibilità: dal 2025 il miele utilizzato è interamente di provenienza belga, grazie a una partnership con Beelgium, un apicoltore locale. Questa decisione rappresenta un impegno per la filiera corta e per la responsabilità territoriale.
La Belgian Strong Ale mielata – La Barbar Blonde rappresenta un esempio peculiare di Belgian Strong Ale, distinguendosi all’interno di questa famiglia stilistica per l’uso caratterizzante del miele, elemento che ne definisce in modo inequivocabile l’identità sensoriale. Si colloca nella tradizione belga delle birre forti, morbide e aromaticamente complesse, ma sviluppa una propria personalità distintiva che merita un’analisi approfondita.
La struttura alcolica – La gradazione alcolica, compresa tra 7,5% e 8% secondo le diverse fonti, posiziona questa birra nella categoria delle birre ad alta gradazione alcolica, dove l’alcol assume una funzione che trascende il mero dato analitico e diventa, con la sua nota calda, una componente sensoriale attiva. L’alcol contribuisce alla morbidezza complessiva del sorso, amplifica la percezione delle note mielose grazie a un effetto sinergico, sostiene la struttura maltata conferendo corpo e persistenza, e lascia una leggera sensazione termica in chiusura, sempre ben integrata nel profilo generale.
Il bilanciamento amaricante – L’amaro è descritto come “moderato” dalle fonti ufficiali, senza specificazioni numeriche. Questa indicazione risulta coerente tanto con lo stile di riferimento quanto con l’impostazione ricettuale: si può ragionevolmente ipotizzare un valore compreso tra 15 e 25 IBU (alcune fonti riportano 20 IBU), tipico delle Belgian Strong Ale orientate alla dolcezza. La funzione dell’amaro in questa birra è essenzialmente di bilanciamento: serve a contenere la dolcezza proveniente dal miele e dal malto piuttosto che a emergere come elemento protagonista, evitando picchi di astringenza o secchezza che risulterebbero dissonanti rispetto all’impianto gustativo generale..
L’impronta luppolata – La Barbar non rientra nella categoria delle birre luppolate secondo l’accezione contemporanea del termine, dominata dagli stili americani. La sua “hoppyness” si manifesta con intensità aromatica contenuta, funzione principalmente equilibratrice e posizione secondaria rispetto alla triade miele-spezie-malto. Le note aromatiche riconducibili al luppolo includono sfumature floreali, tocchi agrumati delicati e componenti speziate che si integrano con quelle derivanti dal coriandolo e dall’arancia amara utilizzati nella ricetta. Il luppolo non domina mai la scena aromatica, ma contribuisce a stratificare la complessità sensoriale e, soprattutto, a evitare che la birra scivoli verso una stucchevolezza eccessiva. Molti birrifici belgi tradizionali, tendono a non divulgare i dettagli completi delle ricette proprietarie per cui si potrebbe ipotizzare che la Brasserie Lefebvre per l’amaricatura (o gettata iniziale) utilizzi luppoli nobili con alfa-acidi moderati (4-6%), quali: Hallertau (tedesco, delicato), Saaz (ceco, fine e speziato), Styrian Goldings (sloveno, e floreale) e Tettnanger (con note floreali ed erbacee) per l’aroma
Architettura sensoriale – Il profilo organolettico della Barbar Blonde si articola in diverse dimensioni che interagiscono armoniosamente tra loro. All’olfatto emerge un miele evidente ma mai invadente, accompagnato da note floreali e agrumate di media intensità, con un sottofondo di spezie leggere, in cui si riconoscono il coriandolo e l’arancia amara. Al gusto si manifesta un corpo pieno e morbido, con la dolcezza mielata che assume un ruolo di primo piano senza però cancellare le altre componenti.
L’utilizzo di grano tenero nella ricetta, come specificato dal birrificio, conferisce un attacco ampio e rotondo senza risultare pesante. Il miele aggiunto durante l’ebollizione del mosto viene fermentato, trasformando gli zuccheri in alcol: si ottiene così una birra dolce ma non zuccherata, caratterizzata da una leggera punta di acidità che contribuisce alla freschezza complessiva. Il calore alcolico si integra nell’architettura gustativa senza spigoli, mentre il finale presenta un amaro delicato che asciuga gradualmente il palato senza contrastare bruscamente la dolcezza iniziale, creando invece una progressione armonica che invita al sorso successivo.
Considerazioni complementari – Dal punto di vista della tradizione birraria belga, l’utilizzo del miele non costituisce una novità assoluta, ma la Barbar ne fa un elemento identitario più marcato rispetto ad altre interpretazioni dello stile. La fermentazione con lieviti belgi ad alta attenuazione contribuisce alla formazione di esteri fruttati e di fenoli speziati, che si sommano alle spezie aggiunte, creando quella caratteristica complessità aromatica che rende difficile distinguere con chiarezza tra il contributo del lievito e quello degli ingredienti. La temperatura di servizio ideale, compresa tra 6 e 8 gradi centigradi secondo le indicazioni ufficiali (alcune fonti suggeriscono 4-6 °C), permette di apprezzare appieno questa stratificazione, senza che il freddo eccessivo smorzi gli aromi né che il calore li renda troppo volatili e alcolici.
Per quanto riguarda gli abbinamenti gastronomici, la Barbar Blonde si presta particolarmente a formaggi a pasta molle stagionati, in cui la dolcezza mielata dialoga con la sapidità del formaggio, e a preparazioni di pollame con frutta, in cui le note speziate della birra trovano un riscontro naturale. Può funzionare anche in chiusura di pasto, come birra da meditazione, oppure in abbinamento a dolci non troppo complessi.
Sintesi analitica – Si tratta di una birra pensata per chi apprezza le espressioni belghe morbide, dolci e aromaticamente complesse, con il tocco caratteristico del miele belga. Non è indirizzata agli estimatori del luppolo aggressivo o delle birre nettamente amare, ma piuttosto a chi cerca calore, rotondità e quella particolare complessità maltata e speziata che costituisce il patrimonio stilistico della tradizione birraria belga. La Barbar Blonde rappresenta, in questo senso, un’interpretazione coerente e riuscita di un approccio alla birra che privilegia l’avvolgenza e l’armonia rispetto al contrasto e all’assertività gustativa, portando avanti una tradizione che affonda le sue radici nelle antiche cervoise e che la famiglia Lefebvre perpetua da quasi centocinquant’anni.







