A Ipack-Ima il nuovo sistema di essicazione sostenibile di Pim

Francesca Cannella10 Maggio 2022

Risparmio energetico, sostenibilità ambientale, essiccazione ad alta velocità e bassa temperatura, rispetto delle qualità organolettiche del prodotto. Sono queste alcune delle caratteristiche del nuovo sistema di essiccazione alimentare Hscd (High Speed Cold Dryer) presentato a Ipack-Ima – fiera internazionale dedicata al processing e packaging che si è tenuta a Milano dal 3 al 6 maggio – da Pim, azienda trevigiana specializzata in operazioni di ammodernamento, revamping e automazione di impianti per il settore agroalimentare.

Registrato con brevetto internazionale, il sistema Hscd si basa su un’avanzata tecnologia a onde elettromagnetiche non ionizzanti combinate, una soluzione ad alta velocità e bassa temperatura. Le onde utilizzate riscaldano in modo uniforme il prodotto trattato attivando istantaneamente i processi di evaporazione, grazie all’eccitazione vibro-rotazionale delle molecole d’acqua indotta dal campo elettromagnetico e la trasmigrazione della stessa dalla parte interna alla superficie del prodotto. Ne risulta un’essiccazione lineare dall’interno verso l’esterno, a bassa temperatura, senza spreco di energia per il preriscaldamento delle strutture dell’impianto, dell’acqua di processo e dell’aria, riducendo la dispersione di calore e aumentando l’efficienza di processo.

La tecnologia Hscd consente di ridurre i tempi di processo mediamente del 70%. I consumi beneficiano di una riduzione media del 60% e l’acqua, che evapora in pochi secondi a basse temperature per poi essere recuperata, viene rimessa in circolo per produrre nuova energia o recuperata per essere reimmessa nel ciclo di produzione alimentare. Il risultato di resa del processo di essiccazione arriva in media al 90%, grazie al riscaldamento uniforme da parte delle onde elettromagnetiche che, al contempo, non provocano dispersione termica.

Non ultimo, il nuovo sistema contribuisce alla sostenibilità ambientale poiché, grazie al basso fabbisogno energetico, è alimentabile anche con fonti rinnovabili, con conseguenti significativi benefici in termini di riduzione delle emissioni di Co2.

Il tutto nel pieno rispetto delle caratteristiche organolettiche, nutrizionali, chimiche e fisiche del prodotto trattato e in linea con i requisiti di Industry 4.0, con un modello di sviluppo intelligente che utilizza strumenti performanti e interconnessi.

Francesca Cannella