Alla scoperta del retail in Azerbaigian

Viviamo in tempi in cui si teorizza assurdamente lo svolgersi di un prologo alla fine dei centri commerciali di un mondo che diventa invece digitale. In questi nostri tempi c’è, dunque, un paese dell’Asia centrale che dovrebbe essere osservato. L’Azerbaigian è la meta di un viaggio che ho dovuto rinviare (anche se sono stato nella maggior parte delle ex repubbliche sovietiche dell’Asia centrale), tuttavia i colleghi retailer russi mi hanno sempre menzionato quel paese con i petrodollari, i quartieri di ultra-milionari, gli azeri, arcinemici delle nazioni vicine.

Proprio il petrolio è la premessa di una geografia di centri commerciali superlativi.  Nel centro di Baku, Nizami Street (una sequenza stupefacente di ambasciate e negozi di lusso, un’incredibile esibizione di opulenza in centinaia di vetrine), è una delle strade più costose del mondo. E poi ci sono i bazar azeri, frequentati da Marco Polo tanti secoli fa, che sono ancora in piedi, sopravvissuti al passare del tempo, fedeli alle regole basilari della contrattazione, al lento scorrere del tempo, e all’arte arcaica di saper aspettare il cliente che prima o poi apparirà. In breve, tutto questo suggerisce di mettere anche l’Azerbaigian e, in particolare, Baku, nella lista dei luoghi interessanti se sei un retailer.

Laureano Turienzo Esteban

Ceo di Retail News Trends e presidente dell’Associazione spagnola del retail