Sempre più cibi regionali nel carrello della spesa degli italiani

Francesca Cannella11 Luglio 2022

I prodotti alimentari che recano in etichetta l’indicazione della regione di provenienza sono sempre più apprezzati e acquistati dai consumatori: la loro vendita è cresciuta del 3,2% negli ultimi 12 mesi rilevati dall’Osservatorio Immagino di GS1 Italy, che in quest’ultima edizione – la undicesima – raccoglie i dati dell’anno terminante a dicembre 2021 e che è stata realizzata su una base di oltre 128.000 prodotti del largo consumo, nata dal confronto tra i prodotti della banca dati Immagino a dicembre 2021 e i prodotti in vendita nella grande distribuzione rilevati da NielsenIQ.

Complessivamente, tra supermercati e ipermercati in tutta Italia, il sell-out dei prodotti che riportano indicazioni regionali in etichetta ha superato i 2,7 miliardi di euro, contribuendo per l’8,3% al giro d’affari complessivo del paniere alimentare.
Sul podio delle regioni maggiormente citate in etichetta vi sono Trentino-Alto Adige, Sicilia e Piemonte, che hanno registrato rispettivamente 359 milioni di euro di sell-out (+2,1% annuo), 326 milioni (+3,5%) e 301 milioni (+1,4%).

Ma nei 12 mesi rilevati a crescere sono stati soprattutto i prodotti “targati” Veneto (+9,1%), Calabria (+8,7%) e Puglia (+8,3%), seguiti da quelli provenienti da Liguria, Basilicata, Marche, Sardegna e Lombardia.

Guardando all’intero paniere (alimentare e non), l’avanzata dei prodotti privi di componenti animali emerge come il trend più rilevante del 2021. Sia a livello macro (veg), sia a livello di singoli claim (vegetariano, vegano), ha registrato ovunque vendite in crescita. Per quanto riguarda invece i soli prodotti alimentari, ad aver registrato una domanda in crescita rispetto al 2020, oltre al richiamo all’italianità, vi è anche il segmento dei prodotti che sul pack rilevano la presenza di super ingredienti: un paniere composto dai 6.304 prodotti, che ha aumentato le vendite del +3,1% su base annua, superando gli 1,4 miliardi di euro di sell-out tra supermercati e ipermercati. Tra i superfruit, in particolare, spiccano ai primi posti mandorla, mirtillo e cocco, mentre avena, farro e quinoa sono ai vertici dei super cereali/farine; goji e matcha dominano i superfood, mentre zenzero e curcuma le spezie.

Si conferma inoltre l’avanzata dei prodotti rich-in, quelli che presentano in etichetta o sul packaging una serie di claim accomunati dalla presenza in assoluto o in forma maggiore di qualcosa: “con vitamine”, “ricco di fibre”, “con Omega 3”, “integrale” e via dicendo. Il claim “proteine” è il fenomeno del 2021 nel mondo del rich-in: non solo ha ottenuto l’aumento delle vendite più significativo (+6,4%) ma ha anche scavalcato il claim “fibre”, diventando il numero uno in termini di incassi, con 1,1 miliardi di euro.

Tra i prodotti che riportano diciture anti-intolleranze, spiccano in particolare quelli “senza glutine”: sono 8.400 referenze che nel 2021 hanno generato 2,9 miliardi di euro di vendite, in crescita del +0,7% rispetto ai 12 mesi precedenti.

Un fenomeno che l’Osservatorio Immagino monitora da alcuni anni e che nel 2021 è arrivato a coinvolgere l’8,6% delle referenze alimentari rilevate riguarda in particolare l’indicazione on pack della texture dei prodotti: croccante, cremoso e morbido sono le diciture più ricorrenti.

Francesca Cannella