L’inflazione prevista per l’anno 2022

Daniele Tirelli1 Luglio 2022

L’Istat ha comunicato i dati provvisori dell’Indice dei Prezzi al Consumo del mese di Giugno 2022. La crescita  mese su mese precedente risulta essere dell’1,2%, mentre quella sul mese corrispondente è dell’ 8,0%.

Come già detto puntualmente nei mesi precedenti, il dato di maggior interesse è la velocità “istantanea” della crescita dell’Indice, ossia quella mensile che si cumula alle variazioni da inizio anno.

In sintesi, l’inflazione cumulata ad oggi è del 5,8% (Giugno vs.Dicembre 2021) per cui ipotizzando (come in precedenza) un’ipotesi di consistente rallentamento nei 6 mesi a venire (ovvero da uno 0,6% a uno 0,3% mensili)

l’inflazione cumulata a Dicembre 2022 dovrebbe attestarsi  all’8,3% annuo.

Si tratta, alla luce di altri due indicatori (Prezzi alla produzione e Prezzi all’import) di un’ipotesi ottimistica, in quanto queste due componenti che verranno traslate ai beni e servizi di consumo mostrano una velocità decisamente superiore.

Queste osservazioni riguardano l’alto livello di aggregazione delle variabili macroeconomiche. Tuttavia, non va dimenticato che a livello microeconomico le dinamiche dei prezzi relativi, cioè quelli subiti dai vari soggetti economici (imprese e consumatori) sono  del tutto asimmetriche e asincrone.

In parole semplici,

l’inflazione favorisce chi per primo può traslare l’aumento dei costi in presenza di una domanda non ancora intaccata da quegli incrementi,

mentre punisce chi non ha la possibilità di recuperare gli aumenti (salari e rendite) e chi è gravato da indebitamento indicizzato (mutui per l’abitazione o altri investimenti).

Il grande quesito riguarda la tempistica con la quale le autorità monetarie  decideranno di chiudere l’abnorme e (in tempi recenti) mai sperimentato gap dei tassi di interesse reali. Decisioni queste che collegandosi alle aspettative di imprese e famiglie di consumatori potrebbero accelerare una fase recessiva dell’economia in generale.

 

Daniele Tirelli