Le albicocche “Caramella” di Tigros

Avatar photo Loris Tirelli17 Luglio 2022

Le albicocche (frutto particolarmente difficile per quanto riguarda il mantenimento di adeguati livelli qualitativi) sono state oggetto di un’attiva ed efficace campagna pubblicitaria di Tigros, che ha sfruttato abilmente anche i social network e il Web.

Sotto la dizione di “Albicocche Caramella di San Ferdinando di Puglia” Tigros ha arricchito la gamma della sua marca privata “Merita l’Assaggio”.

Il frutto del Prunus Armeniaca, questo è il nome scientifico della pianta, si ottiene oggi da numerosissime varietà, sviluppate in varie parti del mondo e impiantate sulla base dell’epoca di maturazione e di capacità di adattamento ai diversi terreni e biotopi.

Il grosso problema della distribuzione a catena è proprio la rotazione indispensabile delle varietà e delle provenienze (in quantità adeguate)  nel corso di

una stagione che si allunga in virtù della sempre maggiore disponibilità di  fruti precoci e tardivi.

Difficile allora trasferire ai clienti/consumatori il concetto che non si vendono “Le albicocche”, ma tante albicocche tra loro diverse a seconda della stagione e della provenienza.

Nel caso di Tigros, le “caramelle di San Ferdinando” acquistate erano della varietà Aristo, di cui è proprietaria con il brevetto ARISTO-cov CEE N°2016/2618, la PSB Producción Vegetal, un’azienda a conduzione familiare fondata nel 1995 dalla famiglia BUFFAT a Murcia (Spagna) un’azienda specializzata peraltro anche nelle albicocche dalla buccia rossa, che son in tendenza in tutti mercati europei.

Quella offerta da Tigros è un’albicocca tardiva, di taglia media A-AA, che si raccoglie a metà luglio in Francia ed evidentemente anche in Puglia. Il suo colore dovrebbe essere di un rosso intenso e la polpa dolce e succosa, sebbene, per ovvie ragioni, il suo colore può tendere di più all’arancio.

Naturalmente i consumatori vorrebbero trovare l’albicocca raccolta in condizioni ottimali, “al punto giusto”, quando assicura un buon livello di dolcezza, cioè al di sopra dei 15 Brix. Esistono poi differenze di gusto tra i consumatori, tra chi desidera un frutto sodo “al dente” e chi lo apprezza più morbido e succoso. Insomma, l’albicocca è uno tra i frutti più difficile da trattare.

La logistica della grande distribuzione, per quanto sempre più efficiente, impone tuttavia un compromesso tra il momento della raccolta e quello del consumo, ma nel caso della “Caramella di San Ferdinando” appare esserci stato un compromesso piuttosto riuscito.

Per inciso va ricordato che in Cina, il paese originario del frutto, la richiesta in fatto di dolcezza va ben oltre e che (sempre in condizioni ottimali)  si ottengono albicocche da 26-30 Brix, una dolcezza sconosciuta ai consumatori europei.

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Loris Tirelli