Amos TastySounds Recordable, ovvero, quel che succede quando l’elettronica di consumo entra nel reparto dolciumi
Da Billa Plus è comparso un lecca-lecca da 12 grammi, senza zucchero e con aroma di fragola, dotato di un modulo elettronico nel manico capace di registrare fino a quattro minuti di messaggio e di riprodurlo mentre si consuma la caramella. Si chiama TastySounds Recordable, lo produce Amos, e in Europa è distribuito da Beagley Copperman. Su Amazon Germania, a dicembre 2025, il prezzo di un pezzo era di 10,49 euro. Conviene fermarsi su quel dato prima di ogni altra considerazione: circa dieci euro per dodici grammi di caramella. Sono ottocentosettanta euro al chilo.
Nessun dolciume, per quanto artigianale, ha una struttura di prezzo simile. Il che significa che la caramella non è il prodotto: è il pretesto merceologico che consente di vendere un oggetto elettronico al banco dei dolciumi.
Come funziona?
Il concetto è indubbiamente interessante. Per quanto si capisce, si tratta di una conduzione ossea. Un trasduttore nel manico genera vibrazioni che risalgono lo stelo, raggiungono i denti, si propagano attraverso la mandibola e le ossa del cranio e arrivano alla coclea, saltando del tutto l’orecchio esterno e quello medio. Nessun suono entra nell’orecchio; nessuno intorno sente nulla. Numerosi video su Youtube e TikTok ne mostrano il funzionamento. Le istruzioni del produttore, non a caso, dicono di mordere delicatamente la caramella, non di succhiarla, e suggeriscono di tapparsi le orecchie per aumentare la resa. Infine, il prodotto smette di funzionare come tale man mano che la caramella si consuma e cambia forma.
È nuovo?
Non proprio! L’idea ha ventotto anni. Al Toy Fair di New York del 1998 Hasbro presentò, attraverso la controllata OddzOn, un prodotto chiamato Sound Bites: un supporto a batteria con un chip, sul quale si infilava un lecca-lecca, e che trasmetteva musica per conduzione ossea quando si mordeva la caramella. La tecnologia era stata co-inventata da Andrew Filo, ingegnere della Silicon Valley, e da David Capper, imprenditore del settore dei giocattoli; Filo la definiva, con precisione tecnica e senza concessioni al marketing, come una trasduzione dentomandibolare attraverso una linea consumabile. Costava circa 9,99 dollari. Nei test di mercato di FAO Schwarz e Toys R Us divenne la caramella più venduta nel giro di poche ore. L’anno successivo arrivò una versione con radio FM. Poi sparì. Il confronto tra il 1998 e il 2026 è la parte istruttiva del caso e non riguarda la tecnologia — che è identica — bensì l’architettura del prodotto.
Sound Bites era un apparecchio durevole con un componente consumabile intercambiabile: il supporto accettava qualunque lecca-lecca standard, compresi quelli senza zucchero, e la confezione comprendeva le batterie e due caramelle. Si comprava una volta l’oggetto e poi si continuava a comprare la caramella, che, per esempio, è la struttura economica classica di qualsiasi sistema a lame e rasoio. TastySounds ha invertito quella struttura. L’elettronica è un tutt’uno con una singola caramella da dodici grammi, non esiste una ricarica, e quando la caramella finisce, l’oggetto ha esaurito la propria funzione. Il durevole è diventato il consumabile. Ciò che è cambiato in ventotto anni, quindi, non è l’idea: è il costo del modulo elettronico, sceso al punto da rendere economicamente sensato buttarlo dopo l’uso. E sono cambiati i canali: la manifattura asiatica, i candy store di importazione, TikTok come motore di prova e di riconoscimento. L’idea non era fallita perché sbagliata, ma perché non aveva ancora un costo compatibile con la sua natura effimera.
Il punto che un buyer deve risolvere prima di metterlo in assortimento
Qui il caso smette di essere curioso e diventa un problema di conformità, perché il prodotto attraversa contemporaneamente tre regimi normativi che, di norma, non si incontrano al banco dei dolciumi.
Rifiuti elettronici. Un modulo con trasduttore, chip di registrazione e batteria è un’apparecchiatura elettrica ed elettronica ai sensi della Direttiva 2012/19/UE (RAEE), con le conseguenti obbligazioni in materia di registrazione del produttore, simbolo del cassonetto barrato, finanziamento della raccolta e ritiro. Un oggetto progettato per essere gettato dopo l’uso non è per questo esente: è semmai il caso in cui l’obbligo pesa di più.
Batterie. Il Regolamento (UE) 2023/1542 impone che le batterie portatili siano rimovibili e sostituibili dall’utilizzatore finale. Un manico monouso sigillato è esattamente la configurazione che quella norma è stata scritta per scoraggiare.
Giocattolo o alimento. Billa Plus lo classifica come alimento. Le confezioni in circolazione, però, riportano avvertenze di formulazione inequivocabilmente giocattolistiche: pericolo di soffocamento, piccole parti, non adatto a bambini sotto i 4 anni. E il Regolamento (UE) 2025/2509 sulla sicurezza dei giocattoli, pubblicato in Gazzetta il 12 dicembre 2025, entrato in vigore il 1° gennaio 2026 e pienamente applicabile dal 1° agosto 2030, definisce giocattolo qualunque prodotto progettato o destinato, anche non esclusivamente, a essere usato per giocare da bambini sotto i quattordici anni. Quell’inciso è il perno della questione, insieme all’obbligo di passaporto digitale di prodotto introdotto dal nuovo regolamento.
Comunque, Billa e Amazon sembrano aver risolto il problema.
Il food è la parte più piccola
Sulla componente alimentare c’è poco da dire, ed è coerente con il fatto che sia la meno rilevante. Le liste degli ingredienti delle varianti in circolazione riportano tre polioli come base — isomalto (E953), maltitolo (E965), xilitolo (E967) — più acqua, regolatori di acidità (E270: acido lattico; E325: lattato di sodio), aroma e concentrati di frutta e verdura usati come coloranti alimentari: patata dolce, mela, succo di carota nera. È una formulazione standard per una caramella dura senza zucchero. Va ricordato che l’allegato III del Regolamento (UE) 1169/2011 impone, per i prodotti con oltre il 10% di polioli aggiunti, la menzione dei possibili effetti lassativi in caso di consumo eccessivo.
Che cosa si sta vendendo davvero
La versione Recordable è più interessante delle altre della gamma, e non per la tecnologia, che è la stessa. Le versioni a canzone fissa vendono un contenuto: K-pop, hip-hop degli anni Novanta, rock, “Happy Birthday”. Sono soggette a un costo di licenza musicale. La versione registrabile elimina quel costo e lo sostituisce con un costo che il produttore non deve sostenere: il contenuto è fornito dall’acquirente. La marca vende un contenitore vuoto e il valore lo attribuisce chi lo acquista.
È la stessa struttura che si riscontra ogni volta che un oggetto fisico diventa il vettore di qualcos’altro. Qui l’oggetto venduto non è una caramella né un apparecchio: è un gesto — l’anniversario, la dichiarazione, il messaggio che solo il destinatario può sentire. Il prezzo di dieci euro non è il prezzo di dodici grammi di isomalto, è il prezzo di un biglietto d’auguri che parla. E, rispetto a un biglietto d’auguri, ha il vantaggio di funzionare una sola volta nel modo giusto, il che, nella logica del regalo, non è un difetto.
Loris Tirelli
Socio della società di ricerca Amagi, giornalista pubblicista, ha conseguito una laurea in Scienze Politiche alla Cattolica di Milano e una laurea magistrale in Marketing, Consumi e Distribuzione Commerciale presso lo Iulm di Milano.







