Donuts di Pollo Maître CoQ: la storia di un’innovazione che nasce dalla forma

Avatar photo Daniele Tirelli9 Gennaio 2026

In un mercato saturo come quello del pollo panato, dove ogni scaffale sembra una variazione sul tema — nuggets, cordon bleu, crocchette — l’idea di reinventare il prodotto può sembrare quasi impossibile. Eppure, in Francia, Maître CoQ ci è riuscita. Non cambiando la ricetta, non introducendo un ingrediente esotico, non rivoluzionando la filiera. Ha cambiato la forma.

I Donuts de Poulet sono esattamente ciò che il nome promette: una ciambella di pollo panato. Un gesto semplice, quasi disarmante, ma efficace nel riposizionamento percettivo. Quando un prodotto diventa invisibile per familiarità, una variazione formale può restituirgli visibilità a scaffale.

Un prodotto che parla prima ancora di essere assaggiato – La forma a ciambella funziona come codice visivo immediato: richiama il mondo dello snack informale, il divertimento, le feste dei bambini, gli aperitivi. Crea un ponte tra il salato e il dolce, tra la tradizione francese del pollo pané e l’immaginario pop americano dei donuts. È un’associazione mentale che opera prima ancora del gusto. Il risultato è un prodotto che non richiede spiegazioni. Lo guardi e capisci subito cosa vuole essere: un prodotto informale, adatto a contesti di consumo leggeri..

Perché Maître CoQ ha deciso di farlo – Per capirlo bisogna guardare alla storia dell’azienda. Maître CoQ nasce negli anni Cinquanta nella Vendée, una regione che ha fatto dell’avicoltura una cultura prima ancora che un settore economico. I fratelli Arrivé, fondatori dell’azienda, partono dai mulini, passano all’alimentazione animale e poi alla trasformazione del pollo. È un percorso tipico delle imprese familiari francesi: radici profonde, crescita graduale, un rapporto quasi affettivo con il territorio.

Negli anni Settanta arriva il marchio Maître CoQ. Negli anni Duemila l’ingresso nel gruppo LDC, colosso europeo del settore. E con LDC arrivano investimenti, ricerca e una spinta all’innovazione che non snatura l’identità originaria, ma l’amplifica. La promessa di marca — Volailler Inspiré — sintetizza un posizionamento: prendere un prodotto quotidiano e renderlo più semplice, più creativo, più vicino alla vita reale delle famiglie.

I Donuts de Poulet, lanciati già nel 2016,  rappresentano un’applicazione coerente di questa filosofia, anche se va notato che la forma a ciambella — pur distintiva — non risolve alcun problema funzionale. È pura differenziazione visiva.

L’innovazione incrementale come strategia – In un’epoca in cui si parla molto di rivoluzioni — plant-based, proteine alternative, tecnologie di precisione — Maître CoQ sceglie un approccio diverso: l’innovazione incrementale. Una scelta pragmatica che punta sulla percezione più che sulla sostanza.

Cambiare la forma significa:

  • non stravolgere la produzione,
  • non aumentare i costi,
  • non rischiare la fedeltà dei consumatori,
  • ma ottenere un impatto immediato sul percepito.

E in Italia? Qui sarebbe davvero una novità: il mercato italiano del pollo panato sembrerebbe più conservatore di quello francese. Le forme “giocose” non hanno mai davvero attecchito. Le aziende italiane sembrerebbero  preferire la rassicurazione rispetto alla sorpresa.

Per questo motivo, un prodotto come i Donuts de Poulet sarebbe percepito come una novità. Non perché sia nuovo in assoluto, ma perché sarebbe diverso dall’esistente. L’innovazione è sempre relativa al contesto: ciò che funziona in Francia può apparire audace in Italia, e viceversa. La questione diventa quindi: il mercato italiano è pronto ad accogliere codici più ludici, o il conservatorismo è radicato nella domanda stessa?

Perché il caso è interessante?

Perché illustra un approccio strategico spesso sottovalutato: in mercati saturi, dove il prodotto è commoditizzato e i margini sono compressi, la differenziazione formale può essere più accessibile e meno rischiosa della ricerca tecnica. Non richiede brevetti, non cambia la supply chain, non spaventa i consumatori.

È interessante perché:

  • Mostra come l’innovazione possa essere semplice e accessibile,
  • Dimostra che la forma è un linguaggio strategico,
  • Rivela come un prodotto maturo possa essere riposizionato senza rischi,
  • Evidenzia differenze culturali tra mercati vicini,
  • Apre la porta a opportunità concrete per chi vuole portare questa idea in Italia.

In definitiva, il caso è rilevante non tanto per l’originalità assoluta dell’idea, quanto per la disciplina nell’esecuzione: Maître CoQ ha identificato un codice visivo semplice, lo ha applicato con coerenza e ha ottenuto differenziazione senza stravolgimenti. Una lezione utile per chi opera in categorie mature dove l’innovazione radicale è spesso impraticabile.

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Daniele Tirelli

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