Spùn, la catena milanese che trasforma il tiramisù in street food

Avatar photo Daniele Tirelli7 Febbraio 2026

Spùn nasce nel 2022 da un’idea di sei amici che si erano conosciuti all’università: Andrea Bonacina (insieme allo zio Pieraldo), Paolo, Antonia, Antonio, Vincenzo e Alessandro. Quando erano ancora studenti, si erano promessi che avrebbero viaggiato e accumulato esperienze diverse, per poi ritrovarsi e realizzare qualcosa insieme, mettendo a fattor comune le esperienze vissute.

Il progetto prende forma come una pasticceria monoprodotto dedicata al tiramisù da passeggio. Lo spunto imprenditoriale parte da un concetto molto “americano”, simile a quanto accaduto a molti piatti popolari: trasformare qualcosa di speciale in un alimento standardizzabile in tante varianti, indipendentemente dal rispetto della ricetta originale, destinato a essere massificato grazie all’accessibilità del prezzo e alla praticità nell’atto di consumo. Il nome Spùn deriva da “spoon“, cucchiaio in inglese, con la doppia o trasformata in ù di tiramisù. La scelta voleva mettere al centro i dolci al cucchiaio, lasciando aperta la possibilità di ampliare in futuro la produzione ad altri prodotti simili.

Il tiramisù, come si legge sul sito dell’azienda, è una delle parole italiane più riconosciute al mondo, in particolare nell’ambito della pasticceria. Le sue origini si perdono tra racconti storici e leggende popolari. Una versione riconduce il dolce alla campagna trevigiana e allo “Sbatudin”, preparazione povera ma nutriente che consisteva in tuorli montati con zucchero fino a ottenere una crema spumosa, simile allo zabaione. Nel tempo questa base sarebbe stata modificata e arricchita nelle cucine domestiche del Veneto e delle regioni limitrofe, fino a includere gli ingredienti caratteristici della ricetta moderna: tuorlo d’uovo, zucchero, cacao, caffè, mascarpone e savoiardi. Secondo un’altra tradizione, il dolce sarebbe nato in una casa di tolleranza nel centro di Treviso, dove la proprietaria lo serviva ai clienti per rinvigorirli, pronunciando la frase “Desso ve tiro su mi!“, da cui sarebbe derivato il nome del dessert. Esiste anche una variante piemontese della leggenda, che colloca l’invenzione del tiramisù a Torino, dove sarebbe stato creato per sostenere il conte di Cavour nel suo impegno per l’unificazione italiana.

Il primo negozio aprì in via Victor Hugo 3 a Milano, vicino al Duomo, seguito da quello in via Formentini 16 a Brera. Oggi la catena conta 5 negozi a Milano e 1 a Firenze. A Milano si trovano in via Victor Hugo (Duomo), via Marco Formentini (Brera), Corso di Porta Ticinese 40 (Ticinese), via dell’Unione 6 e Galleria Passarella 1. Il negozio di Firenze si trova in via dei Brunelleschi 11, nella zona di Piazza della Repubblica.

I negozi sono aperti dalle 10:00 alle 23:30, tranne quello di Ticinese, che chiude a mezzanotte, e quelli di Unione e Passarella, che chiudono alle 23:00. Tutti i locali sono piuttosto piccoli e offrono pochi posti a sedere, con qualche sgabello e qualche tavolino alto. Il caso della Galleria Passarella rappresenta un esempio interessante di retail “interstiziale”, volto a ridurre i costi proibitivi delle location nel cuore di Milano, pur sfruttando il passaggio e l’atmosfera del luogo. Come si può vedere dall’immagine, lo spazio è ridotto al minimo indispensabile, con un banco di vendita compatto che include una vetrina refrigerata per i tiramisù, il registratore di cassa e l’esposizione delle vaschette confezionate. Il design è caratterizzato da colori vivaci – rosso e bianco – con insegne al neon che richiamano il logo del marchio, quello di un cucchiaio stilizzato che forma un sorriso.

L’innovazione di Spùn sta ovviamente nell’aver adattato un dolce complesso come il tiramisù a diverse occasioni di consumo: da un lato come street food snack-dessert, qualcosa che il pubblico giovane consuma immediatamente, dall’altro come comfort food da portare nei tanti uffici dei luoghi circostanti. Il tiramisù viene confezionato in vaschette monoporzione, con packaging in carta, senza plastica, studiato per essere maneggevole, elegante e, soprattutto, emblematico. Questo packaging è diventato uno degli elementi distintivi del brand e ne facilita il consumo in mobilità.

La produzione avviene nel laboratorio centrale del Duomo. Da lì partono le forniture per gli altri negozi, per il delivery su Glovo e per la cargo-bike che occasionalmente gira per Milano. Ove possibile, nel negozio c’è un laboratorio a vista dove si può osservare la lavorazione di tutte le materie prime selezionate e ogni suo passaggio.

Il tiramisù viene preparato secondo la ricetta tradizionale ma con particolare attenzione all’inclusività: il mascarpone è senza lattosio e i savoiardi sono senza glutine, rendendo il prodotto digeribile per un pubblico più ampio. Gli ingredienti sono tutti forniti da produttori italiani. L’idea è quella di coniugare tradizione e scoperta: scoperta di gusti nuovi, di consistenze rinnovate e di ingredienti gradevoli da tutti. Oltre alla versione classica, ci sono varianti al pistacchio, alla nocciola, al caramello salato, alla fragola, al burro di arachidi e alla Nutella. È stato introdotto anche un tiramisù sullo stecco in tre gusti (caramello, cioccolato, pistacchio) a 4,50 euro, rivestito di cioccolato e granella.

Spùn produce anche creme spalmabili in vasetti da 40 grammi o 2050 grammi: una proteica alle arachidi (con il 96% di arachidi), pistacchi, nocciola, dark (più intensa, con il 75% di nocciole). Sono poi disponibili diverse formule: box da tre o sei tiramisù, un combo con bevanda e mystery box a prezzo scontato.

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