C’è un momento, nella storia recente del retail alimentare europeo, in cui il surgelato ha smesso di essere un compromesso e ha iniziato a diventare una scelta. Quel momento ha un nome preciso, almeno in Francia: Picard. E dentro l’universo Picard, una linea in particolare racconta meglio di altre come si possa trasformare un prodotto funzionale in un’esperienza simbolica. Si chiama Marrakesh Express, linea ispirata alla cucina marocchina che rappresenta un interessante caso di marketing culturale applicato al grocery retail. Più che una semplice gamma etnica, il progetto si configura come un ecosistema coerente pensato per portare il consumatore in un viaggio gastronomico accessibile, contemporaneo e fortemente identitario.

Premiumizzazione del frozen e cucine del mondo

Il mercato europeo dei surgelati si muove oggi tra due dinamiche apparentemente opposte: da un lato la pressione competitiva sul prezzo, dall’altro la crescente domanda di prodotti ad alto contenuto esperienziale. I consumatori ricercano praticità, ma senza rinunciare a qualità percepita, autenticità e varietà.

Picard ha costruito il proprio posizionamento proprio su questa intersezione. L’insegna non compete sulla logica promozionale tipica della gdo generalista, ma su una proposta editoriale del cibo, fatta di assortimenti curati, innovazione continua e storytelling gastronomico.

In questo contesto Marrakesh Express assume un ruolo strategico: la cucina marocchina diventa il veicolo attraverso cui trasformare un gesto quotidiano, come preparare una cena veloce, in un’esperienza simbolica e immersiva.

Il cibo come esperienza narrativa

Il naming della linea richiama immediatamente il concetto di viaggio, esplorazione e scoperta. L’operazione sviluppata da Picard evita però l’effetto folkloristico, scegliendo invece una rappresentazione contemporanea e accessibile della tradizione marocchina. Il consumatore non acquista soltanto un piatto pronto, ma entra in contatto con un immaginario fatto di spezie, ritualità domestica e convivialità. Tajine, cous cous, kefta, briouates, mini pastilla e dolci a base di miele e mandorle vengono presentati come frammenti di un racconto coerente.

L’intera architettura della gamma contribuisce a rafforzare questa dimensione narrativa. Packaging, palette cromatiche, pattern grafici e fotografia di prodotto costruiscono un sistema visivo capace di evocare autenticità e profondità culturale.

Una strategia di category innovation

Dal punto di vista del category management, Marrakesh Express rappresenta molto più di un’estensione assortimentale.  La linea contribuisce infatti alla premiumizzazione del reparto frozen, aumenta il valore medio dello scontrino e differenzia l’insegna rispetto ai competitor tradizionali. Inoltre intercetta bisogni emergenti legati all’esplorazione gastronomica, alla ricerca di autenticità e al desiderio di sperimentazione domestica.

Particolarmente interessante è anche il potenziale in termini di marginalità. Il segmento ethnic premium presenta infatti una minore sensibilità al prezzo rispetto ai prodotti frozen mainstream, aprendo spazi per operazioni di cross-selling, corner tematici e storytelling stagionale.

Picard come piattaforma culturale

Marrakesh Express non rappresenta un episodio isolato nella strategia dell’insegna francese. Picard sta progressivamente costruendo un portafoglio di cucine del mondo che trasforma il brand in una piattaforma di esplorazione gastronomica. Ogni nuova linea rafforza il posizionamento cosmopolita dell’insegna e contribuisce a consolidare una relazione con il consumatore basata non soltanto sul prodotto, ma sull’esperienza.

Peo Nascimben