L’edizione 2026 di Great Taste in Italy (greattasteinitaly.com) conferma il ruolo del nostro paese all’interno della piattaforma Great Taste, il più grande sistema internazionale di accreditamento food&beverage al mondo, presente in oltre 110 paesi. Il format offre ai produttori la possibilità di sottoporre i propri prodotti a un metodo di valutazione imparziale, basato su degustazioni alla cieca condotte da esperti, e di ottenere un riconoscimento autorevole capace di orientare le scelte dei buyer e dei consumatori. Le iscrizioni sono aperte fino al 27 febbraio 2026.
Abbiamo incontrato Alberto Gottardi, presidente dell’Associazione La Tavola di Mecenate Ets, organizzatrice, insieme a Guild of Fine Food, di Great Taste in Italy. Great Taste è un nome già molto noto a livello internazionale. Che cos’è, in sintesi, Great Taste in Italy e perché è importante che esista una sede di valutazione italiana?
Alberto Gottardi. Great Taste in Italy nasce per portare anche nel nostro paese un metodo di valutazione del gusto che da oltre trent’anni è riconosciuto a livello internazionale per il suo rigore e la sua indipendenza. Non si tratta semplicemente di un premio, ma di un sistema di giudizio fondato sull’assaggio alla cieca e sulla competenza dei giudici. Avere una sede di giudizio in Italia significa riconoscere il ruolo centrale che il nostro agroalimentare riveste nel mondo e offrire ai produttori italiani un accesso più diretto, trasparente e culturalmente vicino a questo percorso di valutazione.
Spesso i riconoscimenti internazionali sembrano pensati soprattutto per le grandi aziende. Great Taste in Italy può essere davvero un’opportunità anche per i piccoli produttori?
Alberto Gottardi. Assolutamente sì, e direi che è uno dei suoi punti di forza. Great Taste in Italy mette tutti sullo stesso piano: il giudizio si basa esclusivamente sul prodotto, non sulla dimensione dell’azienda né sulla sua forza commerciale. Per molte piccole e medie imprese, soprattutto artigianali, partecipare significa ottenere una valutazione autorevole, utile anche a comprendere meglio i propri punti di forza e le aree di miglioramento. È un’occasione di crescita, oltre che di visibilità.
Che tipo di restituzione ricevono i produttori che partecipano, al di là dell’eventuale riconoscimento?
Alberto Gottardi. Uno degli aspetti più preziosi di Great Taste è proprio il feedback. I giudici non si limitano a un punteggio: forniscono osservazioni puntuali, commenti sul profilo organolettico, sull’equilibrio, sulla coerenza del prodotto. Per un produttore questo è un patrimonio di informazioni che può incidere concretamente sul lavoro quotidiano, sulle scelte produttive e sulla qualità finale.
Dal vostro osservatorio, che fotografia dell’agroalimentare italiano emerge dopo la prima edizione?
Alberto Gottardi. È emersa una qualità molto alta e una grande varietà. La prima edizione ha mostrato un tessuto produttivo vivo, fatto di aziende che sperimentano, che curano i dettagli, che non hanno paura del confronto. Questo è un segnale importante, perché indica che il made in Italy è un sistema che continua a mettersi in discussione
Perché un’azienda dovrebbe decidere di iscriversi a Great Taste in Italy 2026?
Alberto Gottardi. Innanzitutto, la credibilità del metodo: sapere che il proprio prodotto viene valutato in modo serio e indipendente. Poi, l’opportunità di inserirsi in un contesto internazionale riconosciuto, attivo da oltre 30 anni, anche senza grandi strutture alle spalle: è un’opportunità commerciale reale, poiché buyer e consumatori utilizzano le stelle di Great Taste come bussola per le proprie scelte, con un impatto diretto sulle vendite. Infine, partecipare significa accettare una sfida in termini di qualità. È un gesto di consapevolezza e di fiducia nel proprio lavoro.
Nel 2026 si terrà la seconda edizione di Great Taste in Italy. Per l’Italia è un format ancora “giovane”, pur avendo alle spalle una storia trentennale a liv
ello internazionale. Quale aspetto avete ritenuto prioritario migliorare rispetto alla prima edizione?
Alberto Gottardi. La prima edizione è stata soprattutto un momento di ascolto e di osservazione. Ci ha permesso di capire come il sistema Great Taste venga percepito dai produttori italiani e quali fossero le loro aspettative. Per il 2026 stiamo lavorando in particolare su due aspetti: la chiarezza del percorso e l’accompagnamento dei produttori. Abbiamo reso più leggibili le fasi di partecipazione e il senso della valutazione, per evitare che venga vissuta come un giudizio distante, ma come un’occasione di confronto. Allo stesso tempo, abbiamo rafforzato il dialogo con il territorio e con le realtà produttive medio-piccole, che spesso producono prodotti eccellenti ma hanno meno familiarità con i circuiti internazionali. L’obiettivo non è cambiare il metodo – che resta rigoroso e indipendente – ma aiutare chi partecipa a comprenderne davvero il valore.
Great Taste in Italy in numeri
Il 2025 ha registrato più di 300 prodotti partecipanti, oltre 40 giudici coinvolti e un livello qualitativo d’eccellenza che ha trovato conferma anche alle Golden Forks di Londra dove è stato premiato come miglior prodotto italiano dell’anno la porchetta di tacchino RePavo di Bacalini, già vincitrice dell’edizione italiana.
L’edizione 2026 introduce il cluster dedicato ai prodotti Dop, che si affianca ai cinque già previsti (le quattro aree Nie
lsen e i prodotti delle Città Creative Unesco italiane per la Gastronomia). Un riconoscimento che valorizza la ricchezza delle Denominazioni d’Origine, sempre più centrali nella tutela delle filiere agroalimentari tipiche e, di conseguenza, nella percezione da parte dei consumatori globali.
Great Taste in Italy è organizzato dall’Associazione La Tavola di Mecenate Ets e dalla Guild of Fine Food e rientra tra gli eventi emblematici selezionati nel 2025 dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy per la “Giornata del Made in Italy”, un riconoscimento del valore strategico dell’iniziativa. L’edizione 2025 è stata patrocinata dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, dal Ministero
(*) Alberto Gottardi, presidente dell’Associazione La Tavola di Mecenate ETS, organizzatrice insieme a Guild of Fine Food di Great Taste in Italy








