Tethered Caps – un altro passo del package ecocompatibile

Luglio 2024 si avvicina e  così l’applicazione della direttiva 2019/904 che norma le caratteristiche degli articoli monouso in plastica (Direttiva SUP). In pratica tutte le bottiglie in plastica con capacità fino a 3 litri dovranno essere dotate di ‘tethered cap’, ossia tappi agganciati al collo del contenitore o solidali con il pack, affinché non si possano staccare e disperdere nell’ambiente.

Alcune aziende si sono mosse preventivamente sperimentando varie soluzioni atte a risolvere il problema. Tra le prime Coca-Cola,   seguita da Granarolo che ha applicato un proprio tethered cap, per le bottiglie in PET di vari formati del latte pastorizzato ad alta temperatura, nonché alle confezioni di Kefir da 500 ml, e ad altri prodotti del suo portfolio.

In particolare, il nuovo tappo frutto di ricerca avanzata, si presenta come molto sottile, pur assicurando una perfetta tenuta e una facilità d’apertura,  così da risparmiare  un terzo della plastica utilizzata.

Un’altra soluzione è quella di TetraPak applicata a Skipper Zuegg con un tethered cap che ruota per facilitare il versamento del liquido e una chiusura a scatto. (vedi immagine di copertina).

Sempre Tetra Pak ha lanciato LightWing 30, già adottato da Valsoia,  chiusura che sfrutta un nuovo concetto di tappo ribaltabile con cerniera autobloccante. Il meccanismo a scatto chiude la confezione fino al successivo utilizzo. Il sistema si caratterizza poi per un effetto sonoro e tattile che indica al consumatore l’avvenuta apertura ochiusura. In più,  il tappo può ruotare anch’esso per posizionarsi in modo adeguato.

Luglio 2024, costituirà una di quelle date che passano ovviamente inosservate, ma che nel percorso del continuo sviluppo tecnologico applicato al confezionamento alimentare segnerà un’altra tappa verso la maggior ecocompatibilità dei nostri modelli di consumo.

 

Daniele Tirelli - Loris Tirelli

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