L’albume esce dal guscio: il caso BonGiorno le Naturelle e la sfida di creare una categoria

«Dis-moi ce que tu manges, je te dirai ce que tu es», scriveva Jean Anthelme Brillat-Savarin nella Physiologie du goût nel 1825. Due secoli dopo, la frase conserva intatta la sua forza, ma andrebbe forse aggiornata: dimmi cosa accetti di mangiare, e ti dirò quali confini culturali sei disposto ad attraversare. C’è un momento, nella storia di ogni innovazione alimentare, in cui il prodotto smette di essere semplicemente nuovo e comincia a diventare comprensibile. Non...